Si trova a pochi chilometri da Roma, per la precisione a Fara in Sabina, in provincia di Rieti. Il Museo del Silenzio prende il suo nome dal fatto che si trova in un monastero di clausura, guidato dalle Clarisse Eremite di Fara Sabina.

Il museo è proprio dedicato all’attività delle suore e al loro modo di vivere, all’insegna della preghiera e soprattutto del silenzio. Il Museo del Silenzio è stato voluto espressamente dalla badessa del Monastero, Madre Chiara Farfalla. I lavori per la progettazione della struttura sono stati commissionati dalla stessa badessa a due architetti molto importanti: Mao Benedetti e Sveva di Martino.

Già dal nome, quindi, si intuisce che questo è un museo abbastanza particolare, in grado di trasmettere ai visitatori una forte potenza emotiva. All’interno, potrai effettuare una visita semplice, ma che ti farà provare un’esperienza nuova e antica allo stesso tempo. Vediamo, dunque, cosa vedere nel museo e come raggiungerlo.

Cosa vedere all’interno del monastero

Il museo è relativamente piccolo, quindi è anche visitabile i poche ore, e si sviluppa in una sala di circa 60 metri quadrati, che fa parte della Chiesa di Santa Maria in Castello, che fu incorporata nel palazzo risalente al XVII secolo.

La chiesa e il Museo del Silenzio

La chiesa aveva anche la funzione di parlatorio, ovvero era l’unico posto in cui le monache potessero parlare e, pertanto, venire a contatto con il mondo esterno al monastero. Qui è presente un affresco, della scuola di Antoniazzo Romano, che raffigura la Vergine Maria della Provvidenza. Un altro dipinto, risalente al 1400, si trova sempre nella chiesa, ma è dedicato alla Madonna della Misericordia.

Per accedere al museo vero e proprio è necessario attraversare la chiesa. Il passaggio è quasi privo di luce esterna, e questo non è un caso, ma è stato tutto studiato secondo uno schema che conduce i visitatori dalla luminosità dell’esterno all’oscurità dell’interno.

Tutto ciò simboleggia l’isolamento della vita delle monache, che seguono solo cinque regole, ovvero la preghiera, il silenzio, la disciplina, la cucina e il lavoro. Il museo ha anche però degli aspetti di modernità.

Appena entrati, infatti, i visitatori possono vedere gli oggetti tipici delle monache che si illuminano uno ad uno e possono osservare le grate proiettate sull’affresco della Madonna, che stanno a rappresentare la divisione con il mondo esterno.

Oltre alle proiezioni delle grate, ci sono anche quelle che spiegano la funzione degli oggetti delle monache. Delle voci registrate accompagnano le proiezioni di questi oggetti, che guidano il visitatore durante il percorso, sottolineando la povertà e l’umiltà della vita delle suore.

La cucina e l’orto

Ma la visita non si limita solo alla struttura del museo. È possibile anche vedere gli altri ambienti del monastero, come, ad esempio, la cucina, che presenta ancora forni e fuochi simili a quelli usati nel medioevo.

Si può visitare anche l’orto del convento, dove, un tempo vi erano delle piccole cappelle. Qui le sorelle dovevano ritirarsi per i loro esercizi spirituali, rimanendo a volte a digiuno per l’intero giorno.

Come arrivare al Museo del Silenzio

Per arrivare a Fara in Sabina, la migliore soluzione è quella di recarsi in primis a Roma. Dalla Capitale dovrai precorre più o meno 60 km per arrivare a Fara Sabina e poi ti basterà seguire le indicazioni stradali per il convento.

Per dirigersi a Fara Sabina ci sono due possibilità: sia se si viene da Nord che da Sud, bisogna prendere l’Autostrada del Sole (A1) e poi seguire per l’uscita di Ponzano Romano/Soratte. Bisogna raggiungere in seguito il Comune di Fara Sabina e seguire la strada per il museo.

Se, invece, provini da Rieti, sarà più facile per te arrivare a destinazione in quanto dovrai prendere la Strada Statale 4 Salaria e, quando sarai arrivato alla Frazione di Osteria Nuova, svoltare a destra.

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