Alla scoperta dell’entroterra di Albenga: la Val Neva

Uno tra i Borghi più Belli d’Italia, nonché Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, Castelvecchio di Rocca Barbena poggia su uno sperone panoramico da cui domina la Val Neva. Si tratta del borgo feudale più antico di questa valle. Una fitta rete di vicoli e viuzze tortuose conducono al castello, edificato intorno al XI secolo, dapprima roccaforte dei Clavesana e in seguito appartenuto ai marchesi Del Carretto.

Il castello di Castelvecchio

Se venendo da Zuccarello avete proseguito in macchina, vi sarete goduti la lunga serie di tornati  tra le rocce selvagge lungo la provinciale che si inerpica sulla Rocca Barbena. Non è consigliabile addentrarsi nel centro storico in macchina, meglio lasciarla lungo la provinciale 52. Se invece avete percorso il sentiero di Ilaria, circa un’ora e mezza di cammino immersi nella natura della macchia mediterranea, gradirete senz’altro una sosta al Bar Ristoro Pro Loco, per una bevanda rinfrescante in giardino intanto che date le prime occhiate al borgo e alla vicina chiesa di Nostra Signora Assunta. Il bar è appunto gestito dalla pro loco del paese, ed oltre a proporre cucina vegetariana è un ritrovo per attività culturali, incontri, conferenze e proiezioni all’aperto.

Rilassarsi al Bar Ristoro Pro Loco
Chiesa di Nostra Signora Assunta

Il borgo di Castelvecchio e i suoi itinerari

Il borgo è ben conservato, è un piacere perdersi negli stretti vicoli che in annidano tra le antiche abitazioni dalla tipica architettura ligure, dove il tempo sembra essersi fermato. Castelvecchio fa parte con altri comuni della zona del sistema ambientale Poggio Grande: dal centro abitato si dipartono sentieri e mulattiere che in breve conducono a boschi di castagni e a folti uliveti, consentendo di passare dalla macchia mediterranea ai 1000 m di altitudine, dove verdi pascoli fanno corona a splendide faggete. Il paese è sulla Strada del Vino e dell’Olio ed è inserito nei principali percorsi eco-turistici del territorio.

Perdersi nei vicoli di Castelvecchio
Scorcio sulla val Neva
Mura testimoni di un lontano passato

Consigli enogastronomici

Per concludere nei migliori dei modi la visita, e soddisfare il languorino, vi consigliamo una sosta all’Antico Melo, un accogliente agriturismo con camere, con una splendida terrazza panoramica che si affaccia sulla vallata. Il nome del locale fa riferimento ad una varietà di mela, la mela Carla, tipica dell’area di Finale, molto diffusa fino agli anni ’50 ma che oggi rischia l’estinzione. La proposta culinaria è infatti caratterizzata dall’autentica cucina ligure, con prodotti coltivati e selezionati da loro. Il menù spazia da antipasti molto piemontesi, tartare di manzo, frittata di verdure, polenta bianca con marmellata di cipolle, alle tagliatelle al pesto alla genovese. Ed è affascinante scoprire le contaminazioni di questa cucina di “confine”,  a cavallo tra due regioni. Da provare anche gli gnocchi alla cenere, sorprendenti, e coccolarsi con dell’ottimo formaggio del Colle di Nava accompagnato da confettura di mele.

Gnocchi alla cenere
Il formaggio del Colle di Nava
Lo spettacolare panorama dalla terrazza dell’Antico Melo

L’entroterra ligure: una continua scoperta

Da Castelvecchio al Piemonte il passo è davvero breve, in meno di venti minuti di auto siete già in provincia di Cuneo. Ma il viaggio alla scoperta dell’entroterra ligure non finisce qui, ci sono ancora tanti tragitti da esplorare: Castelbianco con la pittoresca frazione di Colletta, dove le abitazioni antiche sono state ristrutturate mantenendo l’originaria struttura in pietra grigia, e Nasino con i suoi sentieri lungo la vallata arricchiti da ponti in pietra. E poi ancora il “sentiero delle Terre Alte” lungo il quale troverete Balestrino, con il santuario di Monte Croce, e Toirano con le famose grotte.

In marcia dunque!

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