Bene,se siamo arrivati fin qui, il peggio è passato: siamo passati indenni – o quasi – attraverso le spese della Vigilia di Natale, i miliardi di soldi investiti tra pensierini e regalini e che faccio non compro niente alla figlia della panettiera  che poi sembra una cosa, non ci è esploso il fegato , non abbiamo ucciso la parente di turno che ci chiede della nostra vita sentimentale.

Bravissimi, sono molto orgogliosa. Da qui in poi dobbiamo muoverci con molta attenzione,solo più un ostacolo e poi  arriverà la benedetta Epifania che tutte le feste se le porta via e noi potremmo tornare a mangiare una quantità di calorie sensata e a essere cattivissimi senza far finta di no. Ora, è probabile – arrivati a questo punto – che vi sarete sentiti chiedere “cosa fai/fate/facciamo a Capodanno” dalle 37 alle 54 volte. Al giorno. Si, perché Capodanno acuisce la curiosità un po’ di tutti, che non ho mai capito se te lo chiedono perché gli interessa davvero o perché vogliono disperatamente copiare il programma così da sapere cosa rispondere quando la ruota girerà e loro saranno dall’altra parte della barricata.

E, fateci caso, ci sono due tipi di persone: quelli che hanno prenotato a Settembre a Bardonecchia, che hanno già in testa il menù, sanno l’elenco dei partecipanti al cenone e hanno già anche comprato le stelline da accendere di fianco al caminetto. Poi ci sono quelli che, se provi a chiedere, ti guardano come i conigli in mezzo alla strada quando li abbagli con la macchina : totalmente spiazzati, come se si fossero addormentati il 14 agosto e si fossero svegliati il 31 dicembre, ancora col costume bagnato e ci fosse uno sconosciuto col dolcevita che gli fa strane domande. Quelli che proprio non ne hanno idea, che hanno sfuggito l’organizzazione come si fugge dalla peste bubbonica, che hanno alzato le spalle pensando uuuuh ma c’è ancora un sacco di tempo. Già.

Indovinate un po’ a quale delle due categorie appartengo io?

Il problema è che l’organizzazione del cenone di Capodanno è una delle cose più difficili nella vita di un uomo, per una serie di motivi; primo su tutti, solitamente il Capodanno lo si passa tra amici e più siamo meglio è…in teoria. In pratica arrivi a 2 giorni prima del 31 che inizi a chiederti seriamente se il concetto di “amico” non è stato, nel tempo, un tantino sopravvalutato e se – tutto sommato – non sarebbe una cattiva idea stare in pigiama a guardare vecchi film seduta sul tappeto con una bella tazza di ciobar ( giusto per non rischiare di perdere quel mezzo etto ). Intanto sicuro che qualcuno ha creato un gruppo su whatsapp, intanto è sicuro che sul suddetto gruppo la percentuale tra stronzate e vignette e chiacchiere e invece ciò che realmente concerne l’organizzazione è di circa 80 e 20…quindi avremo un costante bip bip di messaggi ricevuti e ce ne fosse uno che ci fa capire se per la fine dell’anno mi devo portare i moon boot perché si va sulle piste da sci oppure le infradito perché qualcuno ha trovato un last minute per Sharm. Poi, se comunque ancora non li odiate tutti, dovreste di certo passare lo scoglio dei dissidenti; quelli che dicono NO, a prescindere. Mmmmm, la cena a casa mi scoccia….bah, i festeggiamenti in piazza poi fa freddo.il veglione al ristorante è caro… La discoteca non abbiamo più l’età… e va bene, ma allora proponi qualcosa tu, caro il mio sfrantuma cocones. No, la loro peculiarità è quella di dire che non sono d’accordo, ma vacca se una volta tanto sparano lì andiamo a cercare il chupacabras oppure travestiamoci da Led Zeppelin e improvvisiamo un concerto in piazza S. Carlo. Nulla. E poi, qualsiasi cosa si decida, parteciperanno alla serata in stile low profile, con la tipica espressione di malcelato disgusto. Che, vojo dì, stattene a casa tua no? Eh no, il veglione a casa da solo, che tristezza. Grrrrrrrrrr

Inoltre, a parte chi deve pestare i piedi per partito preso, non è facile davvero decidere sul da farsi, soprattutto quando inizi ad avere un’età in cui, oltre che a te, devi pensare anche ai bambini, alle mamme incinte, al gatto, cane, l’elefante non manca più nessuno. Dei due leocorni nessuno si preoccupa, invece, come al solito, povere bestie. Perché andare a fare cenone in giro rischi davvero di spendere un rene ( il fegato non lo vuole più nessuno dopo Natale ) e mangiare come quando hai regalato a tua nipote il “piccolo forno” , organizzare a casa c’è sempre il toto scommesse su chi mette la casa e si sveglia il primo dell’anno in un campo profughi con residui di lasagne sulle tende e – quasi sicuramente – qualcuno che russa ubriaco sul divano, andare a festeggiare in piazza di sti tempi rischi che ad ogni petardo ti parta la valvola mitralica perché non è proprio che ci sia un clima di fratellanza e serenità.

In ogni caso, una volta deciso cosa diavolo combinare –sfatti e sudati – c’è un ulteriore prova da superare: cosa mi metto? Perché, amici miei, vi siete scassati di torrone come se i dentisti non costassero cari e i vostri jeans fossero elasticizzati? Bene, adesso provate a mettervi addosso qualcosa di quello che avete nell’armadio che non vi faccia assomigliare ad un Barbapapà ed avrete mia eterna stima. E non pensate di andare a comprare qualcosa in questi giorni eh! Intanto se non ami il rosso e le paillettes sei fottuto e poi ce l’avete voi il coraggio di spogliarvi sotto le impietose luci dei camerini?

Quindi, che tocca fare?Andare a frugare nel fondo dell’armadio armati di santa pazienza che qualcosa lo si trova ( o comprarlo senza prima misurarselo), provare a ricucire i rapporti con quei pochi amici sopravvissuti al tentativo di organizzazione, elargirsi in scuse per gli insulti spiegando che è stato un anno molto stressante e cercare di ricordarsi che – alla fine – la festa la fanno le persone, non il luogo ne tantomeno ciò che indossate. E, se avete tenuto duro per 364 giorni, non sarà una misera serata a sotterrarvi! Quindi, come si dice dalle mie parti, buna fine e bun prinsipi a tutti.

 

Ah, quasi dimenticavo. Insieme ai tacchi e al gel e allo spumante, armatevi anche di buon senso e magari evitate di farvi saltare 3 dita accendendo fuochi d’artificio grossi quanto le palle che ne avranno i poracci del Pronto Soccorso di ricucire gente che arriva nel barattolo vuoto delle olive?

Buon 2017, fanciulli. E speriamo bene!

 

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