È uscito ormai da una decina di giorni “Ennuit”, un corto horror autoprodotto da alcuni ragazzi di Torino e provincia, un’esperienza che sembra riunire video-makers e musicisti in un progetto interessante. Ho parlato con Ame Ray, l’uomo che sta dietro alla cinepresa della Ame Ray Vids.

D: Ciao, ho visto ENNUIT, il corto che hai scritto e diretto e mi è piaciuto molto. È interamente autoprodotto?

Ray: Ciao, innanzitutto sono contento ti sia piaciuto Ennuit, grazie! Il corto è stato interamente autoprodotte da me ( come Ame Ray Vids) e da Diego Perrone ( come Yuetu)

D:Il titolo a cosa è dovuto?

Ray: Il titolo è un gioco di parole tra due vocaboli in francese: ennui (noia) e nuit (notte). abbiamo scelto questo titolo perché unisce due elementi fondamentali della narrazione del corto: la notte e la noia (che in questo caso porterà un gruppo di psicopatici ad accanirsi contro la protagonista). inoltre ci piaceva perché suona un po’ come il nome di una qualche entità malvagia…

 

D: La ragazza protagonista (Bea Zanin) la colonna sonora e di Diego Perrone che ha scritto con te ENNUIT, sembrano rimandare ad uno stretto rapporto con la scena musicale indipendente di Torino. Anche i tizi mascherati erano già presenti in un video che, se non sbaglio, avevi girato proprio per Diego Perrone (“OH OH OH!”). Il corto in effetti sembrerebbe un lungo video musicale… c’è effettivamente un rapporto con la scena musicale?

Ray: Il rapporto con la scena musicale di torino è legato al fatto che tutte (o quasi) le persone coinvolte nel progetto suonano. ma a dire il vero non è stata una scelta consapevole: è avvenuto un po’ per caso, intrecciando le nostre conoscenze ed amicizie. in un certo senso ennuit è figlio di “oh oh oh”, anche se ovviamente gli intenti e le atmosfere sono differenti. ma i due video hanno in comune, oltre alle maschere, un tema preciso, ovvero quello della desolazione e fatiscenza della provincia in cui vivo, o almeno di buona parte di essa, che in entrambi i casi avvolge i protagonisti, con le sue strade vuote e la sua immondizia. rispetto al fatto che ennuit appaia un po’ come un videoclip, hai pienamente ragione. quando scrivevamo la sceneggiatura, spesso, ci trovavamo a citare il video di “thriller” di m. jackson, nella sua versione estesa, e questo è stato sicuramente un elemento che ci ha ispirato. da subito sapevamo che ennuit non avrebbe avuto dialoghi, ma solo silenzi, musica e rumori d’ambiente.. quindi, in un certo senso, abbiamo preso dall’inizio una direzione che ci portava verso un simil-videoclip, dando grande spazio alla musica, che è stata composta da l’impero del male (nuovo progetto musicale di Diego Perrone).

 

D: La regia (in particolare le riprese in soggettiva) e l’ambientazione ricordano molto gli horror anni ’70/’80 (Dario Argento soprattutto, in una scena sembra quasi ci sia una citazione di “Tenebre”). Ci sono altri riferimenti?

Ray: Ennuit nasce proprio come un piccolissimo tributo al grandissimo Dario Argento: sia io che Diego amiamo il suo cinema. in generale, la maggior parte delle citazioni arriva proprio da alcuni suoi film e dal suo immaginario: le riprese in soggettiva da te citate, la cantilena iniziale, il disegno che la protagonista trova attaccato ad un albero (che riprende quello di “profondo rosso”), e così via… ovviamente siamo stati influenzati anche da molti altri registi del genere, ma in modo meno diretto e consapevole.

D: Come avete scelto le location?

Ray: io e Diego abbiamo fatto svariati sopralluoghi, girando in auto tra torino e provincia, alla ricerca dei posti che ci sembravano più adatti. la desolazione di determinati paesini e frazioni è stata molto d’aiuto nella scelta: spesso quando si fanno delle riprese il problema è allontanare i passanti dal set, in questo caso invece non c’era veramente nessuno in giro, e questo, per quanto un po’ spiazzante, ci ha facilitato notevolmente il lavoro.

D: Quanto tempo ci avete messo?

 

Ray: Diego mi ha iniziato a parlare della sua idea originaria (che è poi diventata Ennuit) più di un anno fa… abbiamo passato molte ore a parlare, scrivere le idee e cercare, costumi, comparse e locations. le riprese sono iniziate a febbraio 2016 e sono state completate nell’arco di circa 5/6 mesi, poiché è stato realizzato nel nostro tempo “libero”, e spesso abbiamo dovuto fare i conti con maltempo e orari lavorativi molto diversi (chi lavora la sera, chi di giorno, chi nel weekend, e così via..). ne vorrei anzi approfittare per ringraziare tutti coloro che hanno preso parte al progetto, e in particolare i protagonisti: Bea Zanin, Fabio Donna Bedino, Gianluca Mangione e Dario Crivello, per aver preso così seriamente il loro impegno, e per essersi prestati a lunghe sessioni di riprese notturne nelle fredde notti dell’inverno scorso. in un arco di tempo così lungo, e in condizioni simili, sarebbe stato facile perdere motivazione ed entusiasmo, ma loro han tenuto duro e hanno reso possibile Ennuit e in tutto ciò ci siamo anche divertiti: e questo per me è fondamentale.

D: Pensate di fare un seguito, un prequel (come si usa al giorno d’oggi) o qualche altro corto?

 

Ray: Quando siamo usciti da Ennuit, abbiamo lasciato tutte le porte socchiuse (sia su quello che accade prima, che su quello che accade durante, che su quello che accade dopo). Quindi tutto può succedere! Anche se ad ora non ne abbiamo parlato… in ogni caso si è creata una bella atmosfera di gruppo, ed è quindi probabile che si lavori nuovamente insieme, qualunque sia il soggetto! Io, intanto, sto iniziando a ragionare su altri corti. Grazie a te per l’interessamento e lo spazio dedicatoci!

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