Semplicità in cucina e sorrisi La Burnia di Avigliana (To)

Avete presente la semplicità? Ecco adesso mischiatela a sorrisi, lampadari con tappi e forchette e ottimo cibo ed avrete La trattoria della cooperativa La Burnia di Avigliana.

Il mio navigatore ci ha guidato lontano dal bellissimo centro aviglianese e dopo una serie di curve arriviamo davanti ad un caseggiato che se non fosse per la scritta ‘Cooperativa’ avrei scambiato per una scuola di campagna o qualcosa di simile.

L’entrata della trattoria non è sulla strada, la troviamo facendo qualche passo e girando attorno all’edificio. Dopo avere varcato la porta vi imbatterete in una bicicletta appesa al soffitto con un cartello che recita “Salutaci Tito” mentre a sinistra c’è un tavolone lungo almeno otto metri, bello, di legno vissuto. Una bambina che saltella è in compagnia della nonna, faccio un passo e la nonna si trasforma nella proprietaria o meglio in una delle socie (dato che si tratta di cooperativa)  “scelga il tavolo che vuole ma prima legga il menu“.  E il menù è un pezzo di parate/lavagna con scritte di gesso. Un mix di antipasti, pochi primi, pochi secondi e per finire i dolci, insomma c’è tutto quello che vorrei. Tre passi e una sala con una quindicina di tavoli di diverse misure, tutti rigorosamente di legno, tavoli che avranno visto e ospitato negli anni milioni e milioni di molliche, mi si presenta davanti. Scelto il tavolo una cameriera con un sorriso contagioso ci rispiega il menu- Lei è gioisa, quindi ci viene ancora più fame. Scegliamo il mix di antipasti, uno in due, io poi scelgo dei tajarin con topinambur e salsa di acciughe e la mia mamma invece le tagliatelle zucca e salsiccia. Un quarto di vino mentre l’acqua ci aspettava già in tavola.

Bene, l’antipasto che per fortuna abbiamo deciso di dividere, era quasi infinito. Crescentine (calde appena sfornate) con crema di tomino e lardo, robiola al forno, sformato di topinambur con salsa di toma e per finire un carpaccio di vitello con rucola e parmigiano (se devo trovare una critica è solo a questo piatto). Signori, è un antipasto spettacolare. La crema di tomino è qualcosa di unico che con le crescentine calde crea la parola meraviglia. Un’altra bomba è la robiola al cartoccio. Tutto semplice ma buono. Nella pausa tra l’antipasto e il primo mi guardo intorno. Su tutte le pareti della sala sono appesi quadri di artisti locali e sotto ad ognuno un nome ed un numero di telefono qualora mi venisse voglia di comprarlo.

 

Insieme ai sorrisi della cameriera arrivano anche i nostri primi.

I primi

Una porzione abbondante di tajarin (fatti da loro) con topinambur e salsa di acciughe. I sapori sono forti ma estremamente equilibrati, il tubero croccante appena saltato in padella mi piace un sacco e in bocca insieme alla salsa di acciughe è davvero un piacere. Li mangio lentamente perché vorrei durassero fino a cena. Assaggio anche le tagliatelle con la zucca e la salsiccia. Anche questi buoni ma forse andava una salsiccia più saporita o avrei usato una zucca mantovana che forse si sarebbe apprezzata di più ma vi assicuro che solo le tagliatelle valevano il biglietto. Finisco con un buon bonet fatto in casa. Il totale in cassa è 35€ e per tutto quello che si è mangiato (soprattutto le porzioni) direi che è ottimo.

 

Conclusione.

Entrando in trattoria della cooperativa vi attenderà la semplicità ma badate bene quella semplicità che non si può comprare e che si crea solamente quando il buon cibo si mischia a buone persone. Ah dimenticavo, fatevi raccontare dalla signora la storia di “Salutaci Tito” è davvero un bel posto.

Consigliatissimo.

https://www.facebook.com/LA-BURNIA-TRATTORIA-DELLA-COOPERATIVA-DI-DRUBIAGLIO-LA-COOPE-136165599730947/

Indirizzo: via Drubiaglio 18, 10051 Avigliana

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