Era l’inizio di settembre del 1984 e io a Los Angeles, poco alla volta, stavo imparando a mangiare, sì a mangiare perché le mie abitudini italiche si scontravano letteralmente con gli usi statunitensi.

Ero arrivato nella grande città per le olimpiadi estive del 1984 chiamato nientemeno che da Frank Gehry, il grande architetto recentemente insignito con la Medaglia del Presidente da Obama, e da Ronald L. Hays un talentuosissimo visual music artist che purtroppo ci ha lasciati troppo presto.

I due mi vollero per la realizzazione di un ambizioso progetto, un audiovisivo gigantesco l’“Amphiteatre of Light”, con proiezioni che io avrei dovuto fare su di uno schermo di circa 50m. di base per 15 metri e mezzo di altezza e che contornava la grande conchiglia acustica dell’Hollywwod Bowl, per il “Prelude to the Olympics” un concerto di gala da tenersi il 27 luglio presso il mitico auditorium e facente parte dell’Olympic Arts Festival.hb2hb1

Dopo lo spettacolo mi avvicinò un gentile signore dalla voce degna di Berry White, si presentò come l’art director del “Fun Tour” di Cyndi Lauper e mi disse che mi voleva per proiettare sul pubblico del Summit Arena di Houston il 10 di ottobre durante le riprese del video della mitica tournée iniziata 22 novembre dell’anno precedente a Poughkeepsie, nell’area metropolitana di New York.

Detto fatto, qui negli States le decisioni si prendono rapidamente, decidemmo così che ci saremmo incontrati a inizio settembre per organizzare il tutto, presso gli uffici di un produttore collegato alla CBS.

Settembre era appena iniziato quando mi chiamò la segretaria di Steve, il produttore, che mi fissò un appuntamento per il giovedì successivo alle ore 12:30 con Steve e con George, l’art director. Io rimasi un po’ perplesso perché per me, da buon italiano, le 12:30 è l’ora sacra del pranzo e mi dissi che certamente saremmo andati a pranzo da qualche parte o ci sarebbe stato un buffet o qualcosa del genere anche perché non ero ancora sintonizzato sulla colazione, pardon breakfast, americana.

hb3 Andai all’appuntamento ma nulla apparve in grado di sedare i miei morsi di fame e nessun cenno fu fatto riguardo a cibarie di un qualsiasi genere, mi dovetti accontentare di un bicchiere di polistirolo colmo di bollente caffè colombiano. L’incontro si concluse che erano quasi le 16 e io stavo letteralmente morendo di fame, decisi così di correre urgentemente a mangiare in un ristorante di Burbank, il mitico Smoke House meta di molti attori e appassionati di cinema vicino ai teatri di posa della Warner Brothers e al luogo del mio appuntamento.

 

Arrivato nel ristorante mi portarono il menu ma vidi che mancava il mio piatto favorito la mitica Prime Rib la specialità della casa sin dalla sua fondazione nel 1946, un prelibato e tenerissimo carrè di vitello arrosto che viene servito con un ghiotto sugo d’arrosto, baked potatoes, patate intere cotte al forno e avvolte nella stagnola, condite poi con panna acida, erba cipollina tagliata fina fina e la speciale horseradish sauce, una cremosa salsa di rafano.

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La cameriera, gentilissima, mi disse che eravamo nella fascia oraria dell’early dinner e che il dinner con tutte le sue squisitezze sarebbe scattato dopo le 17 ovvero avrei dovuto aspettare almeno tre quarti d’ora. Che fare? Decisi per restare, ovviamente, e ordinai una portata di un altro loro squisito “appetizer” ovvero il “Garlic Bread”, una raffinata “sòma d’ai” in abito da festa, e una birra, tanto per ingannare il tempo.

Scattate le 17 si produsse un cambio di scena importante, tutte le “mise en place” vennero aggiornate con posate e stoviglie più eleganti, le tovaglie furono sostituite con altre candide, anche i camerieri cambiarono e apparvero vestiti in modo più formale e io, finalmente potei godermi la mia tanto agognata “Prime Rib”.

SOLO PER DUE MINUTI

Anni dopo vidi il film “Un Giorno di Ordinaria Follia” con Michael Douglas e mi ricordai della mia attesa allo Smoke House quando Bill, il protagonista, ormai fuori di testa per una serie di avversità, entra in un Fast Food chiedendo di fare colazione e il  cameriere gli risponde che ormai era troppo tardi perché erano passati ben due minuti da quando la colazione non veniva più servita e si poteva solo pranzare. Il furente Bill che intanto si era procurato una pistola mitragliatrice TEC-9, dopo aver minacciato i camerieri scarica l’arma contro il soffitto; ecco perché in alcuni fast food c’è scritto “Qui la colazione viene servita tutto il giorno” si sa mai passasse un Bill da quelle parti. Insomma non si deve mai arrivare troppo presto né troppo tardi, anche solo di due minuti.

Negli Stati Uniti e specialmente in #SoCal la gente va molto al ristorante anche perché l’arte culinaria casalinga è diventata un ricordo del passato e quasi più nessuno “perde tempo” a cucinare se non per specialissime occasioni quali il Thanksgiving Day e il Natale.

Nei ristoranti, rispettando le varie fasce orarie, si può mangiare a qualsiasi ora o se si vuole pranzare o cenare a casa, i supermercati sono fornitissimi di infinite scelte di cibi precotti, dagli appetizers al dolce.

Tutte le case sono dotate di luccicanti fornelli super efficienti ma intatti come fossero stati appena consegnati dal fornitore, la stessa cosa vale per le pentole e le stoviglie, tutto nuovo tutto immacolato.

L di Lunch.

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Per il lunch, pasto di scarsa importanza da liquidarsi in meno di mezz’ora, i sandwiches fanno la parte del leone, il più famoso è senz’altro il French Dip, inventato a Los Angeles all’inizio del secolo scorso e della cui nascita si vantano ben due ristoranti, a differenza degli altri sandwich il French Dip è composto da un morbido panino con all’interno carne arrosto finemente affettata e viene inzuppato in una scodella contenente sugo d’arrosto molto liquido, il Dip appunto.

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Dopo abbiamo il Egg Salad composto da due fette di pane morbido contenenti una mistura di uova sode, senape, sale, pepe e un po’ di cipolla e sedano per dare croccantezza al tutto. Recentemente si è affermato il sandwich Caprese che altri non è se non la italianissima insalata caprese ma compressa tra due fette di pane tostato.

 

corned-beefMolto gettonato è il sandwich di Pastrami o Corned Beef un panino decisamente kosher e molto amato, esiste anche il sandwich Primanti creato dall’omonima famiglia italiana di Pittsburgh ed è stato concepito in modo di consentire ai camionisti di mangiarlo guidando. Il “Primanti” è essenzialmente una combinazione di carne, pomodoro, insalata di cavolo e patate fritte tra due fette del cosiddetto “pane italiano”.

 

Per restare in Italia citerei il Porchetta Sandwich che è diventato di moda e può essere considerato uno dei più importanti contributi della cucina italiana e che grazie alla carne di un maialino da latte perfettamente arrostita è una delle prelibatezze più universalmente riconosciute e unisce tra due fette di pane un equilibrio di carne saporita , succosa e croccanti ciccioli arrostiti. Il Porchetta Sandwich è così delizioso che può vantarsi di essere l’unico panino che non ha bisogno dell’aggiunta di salse.

 

Da non ignorare il diffusissimo BLT ovvero Bacon Lattuce e Tomato, che rappresenta il minimalismo culinario al suo meglio, croccante ma cremoso, pancetta e poi ancora più pancetta con l’aggiunta di foglie di lattuga e fette di pomodoro.

Aggiungiamo anche una nutrita serie di submarine sanwiches, così detti perché dalla loro conformazione ricordano un sottomarino e anche detti sub, wedge, hoagie, hero o grinder ed sono composti da uno sfilatino di varie lunghezze spaccato longitudinalmente e riempito con una varietà di carni, formaggi, verdure e condimenti che variano a seconda del gusto di chi l’acquista, negli USA esiste la iperdiffusa catena SUBWAY che ha proposte varie e  che possono soddisfare tutti i gusti.

 

rubenLo scettro dei sandwiches va senz’altro al Reuben un succulento mix di corned beef che, sostanzialmente, è carne di manzo sotto sale. Il termine deriva dal trattamento in salamoia delle carni con sale grosso, i cosiddetti “corns” ovvero “semi” di sale. Nella maggior parte delle ricette la carne viene trattata con nitrati o nitriti, che convertono l’emoglobina naturale delle carni in metaemoglobina per dare loro un appetibile colore rosa. Il manzo trattato solo in salamoia senza i nitrati o i nitriti ha un colore grigio, ed è detto “New England Corned Beef”.

 

Alla corned beef viene aggiunto formaggio svizzero, crauti e salsa russa, è stato adottato in tutti gli Stati Uniti ed è un componente fondamentale di qualsiasi menu di sandwiches che si rispetti.  Si aggiunga che i sandwiches non richiedono contorni sebbene siano spesso accompagnati da cetrioli sottaceto o, per i più sconsiderati, da patatine fritte, le mitiche french fries e la bevanda d’elezione è senza dubbio la Coca Cola o la Pespi Cola.

Questo non è tutto perché la costellazione degli American Sanwdiches ha più panini di quante stelle compongano la via Lattea.

MEXICO MEXICO MEXICO!

Non dobbiamo però dimenticare i cibi latini e, più propriamente, i cibi messicani in quanto la parte nord della California fino all’otto settembre 1850, quando fu annessa agli Stati Uniti, fece parte del Messico mentre la Baja California e la Baja California Sur rimasero annesse al Messico e ora fanno parte dei 31 stati federati degli Stati Uniti Messicani.
Nei lunch CalMex ricordiamo la Torta Mexicana ovvero un piatto salato fatto di un pane bianco tagliato a metà farcito con salumi o carne in umido, formaggio, verdure e spesso condita con maionese o crema, fagioli fritti e salsa o  peperoncini verdi piccanti in salamoia, esiste però un seconda “torta” la torta Cubana, diffusissima in #SoCal ma che nulla ha di cubano se non il nome essendo al 100% messicana e, per dirla in parole povere, si tratta del più “spesso” dei sandwich messicani che si possa ordinare.È essenzialmente un sandwich farcito con Carnitas Michoacan (un ricco stufato di carne di maiale), prosciutto di tacchino, formaggio bianco messicano Chihuahua, salamino piccante messicano, fettine di cipolla, fettine di pomodoro, carotine in salamoia, peperoncini jalapenos in salamoia, crema densa, e per finire burro, maionese, avocado e spesso molti altri condimenti a seconda dell’estro e del sadismo di chi la prepara.

Ovviamente esistono anche numerosi Hamburger Sandwiches ma ne parleremo quando affronteremo il tema Fast Food.

 

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