Sempre mi sono chiesto come mai in inglese non esistesse una precisa corrispondenza col nostro “buon appetito” o con un francese e sciccoso “bon appetit” ma un “enjoy your meal” ovvero goditi il pasto, che spesso può suonare come una minaccia.

L’idioma francese ha colonizzato l’inglese in quanto si tratta di cibo. Nella lingua di Albione gli animali hanno una denominazione di origine sassone mentre le loro carni, quando passano per i fornelli, assumono sembianze galliche, forse per diventare più appetitose; qualche esempio: il vitello, animale vivo, si dice “calf” mentre una volta cotto e messo in un piatto diventa “veal” dal francese “vau”, il manzo dal francese “beuf” diventa “beef” mentre il maiale, “pig”, una volta arrostito diventa “pork” dal francese “porc” e, per finire, il cervo “deer” diventa “venison” avendo origini latine dal verbo “venari” ovvero cacciare e importato sull’anglico suolo dai Normanni nell’undicesimo secolo.

Mi viene in mente un proverbio del XV secolo: “Jack wold be a gentilman if he cold speke Frensk” ovvero “Giacomo sarebbe un gentiluomo se sapesse parlare francese” una ragione in più per mangiare veal, beef, pork, venison e filet mignon, che poi tanto mignon non è.

american host

BREAKFAST

Vedremo pertanto come mangiano gli americani cominciando dal loro pasto più importante ovvero il “breakfast” il rompidigiuno o, come la chiamiamo noi, la colazione. Tenete conto che la maggioranza degli americani è molto mattiniera, normalmente le famiglie si svegliano verso le sei del mattino per riunirsi intorno al tavolo del “breakfast” e condividere le due ore che li separano dall’andare a scuola o al lavoro o, per i pigri, tornarsene a nanna. Solo nei giorni festivi o prefestivi la colazione si trasforma in bruch, ovvero una via di mezzo tra la colazione e il pranzo e, normalmente, ha luogo tra le 10 e le 11 ed è più sostanzioso del normale breakfast.

LUNCH

Altro pasto, sicuramente molto meno importante è il lunch, ovvero il pranzo, un pranzo però che nulla ha a che fare con l’italico pasto ma è piuttosto un momento in cui si mangia qualcosa di leggero tipo un Patty Melt ovvero una sorta di sandwich composto da una polpetta di carne trita coperta di cipolle caramellate, formaggio cheddar americano accompagnata da due fette di pane tostato. L’orario del lunch può variare delle 11 e mezza alle 14.

DINNER

La cena, ovvero il dinner, ha normalmente luogo al rientro a casa dal lavoro, di solito tra le 17:30 e le 18:00 ed è più ricco del lunch, in questo caso gli americani si concedono una birra o un po’ di vino. Dopo questo pasto, in alcuni casi speciali può avverarsi il “supper” ovvero una sorta di pusigno, italica denominazione che proviene dal latino “postcenium”, e indica un piccolo pasto, per lo più di vivande ghiotte e appetitose, che si fa dopo cena.

SNACK

Ma certamente il pasto VERO degli americani è “l’antecenium” ovvero la merenda che negli USA viene amichevolmente detta “snack” e che letteralmente si spalma su tutta la giornata, una sorta di coperta di Linus alimentare estremamente composita e variata che va dalle semplici patatine fritte agli hot dogs o, specialmente in SoCal ricca di cibarie messicane come i tacos o i burritos.

carl's

Sempre a proposito di snack ovunque si vada c’è sempre qualcuno che sgranocchia qualcosa accompagnando lo sgranocchiamento con mostruosi bicchieri di carta pieni di “soft drinks”.

Mi è venuta, con ironico sorriso, la balzana idea di ipotizzare un “coefficiente merenda”: il coefficiente merenda o “Sanck Coefficient” si determina aritmeticamente con luna frazione unitaria, in quanto il numeratore è sempre 1 ovvero la merenda, mentre il denominatore corrisponde al numero di minuti che passa da una merenda all’altra, ad esempio: se tra due merende passano due ore il coefficiente merenda sarà 1/120 se solo un’ora sarà 1/60, penso che per molti americani il coefficiente ideale sia 1 that’s, forse anche per questo motivo negli USA c’è una gran quantità di persone sovrappeso e il termine sovrappeso è spesso molto riduttivo.

Affronteremo anche il tema fast food e quello delle cucine etniche e esotiche, compresa quella italiana.

La settimana prossima parleremo del breakfast e nel frattempo, hold the fort! 

“Hold the fort” è un tipico modo di salutare hillibilly, i locali “campagnini”, che vuol dire “tenete duro”.

So far so good and see y’all very soon.

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