Insert coin

Player 1

Ready?

Start!

Forse avrai letto queste parole sullo schermo di un polveroso cabinato del bar sotto casa assediato da ragazzini carichi di monetine o su un emulatore per pc come il MAME ( ecco il link).  Recentemente invece potresti averle lette sulla copertina dell’ultimo libro (capo)lavoro di Ernest ClineReady player one“. Lo so in quanto recensore dovrei assumere un atteggiamento imparziale NdR.

Ma di cosa stiamo parlando?

Corre l’anno 2044 e il mondo è andato a puttane nel modo in cui tutti chi più chi meno ci aspettiamo. La povertà dilaga e a dettar legge sono le mega corporazioni. Tutti si connettono alla piattaforma virtuale chiamata OASIS, un mondo virtuale immenso in stile “second life” dove sono racchiuse tutte le glorie video ludiche del passato come Matrix, Star Wars, World of Warcraft, Star trek, Il Signore degli Anelli… tutti! Insomma il sogno di ogni nerd che si rispetti. Solo che OASIS è così avanzato da includere anche il sistema bancario e scolastico nazionale.. (per essere sul posto di lavoro ti basta indossare un casco di realtà virtuale, il sogno di ogni pendolare della Torino-Milano).

Il creatore di questo mondo, il miliardario James Donovan Hallyday, sul letto di morte annuncia di aver nascosto un tesoro (easter egg) all’interno di OASIS, una somma di denaro immensa da permettere al vincitore non solo di vivere come un nababbo per il resto dei suoi giorni, ma di diventare amministratore di OASIS a vita e di farne quello che ne vuole.

Parte la caccia al tesoro e tra i gunter (game-hunter) troviamo il nostro protagonista Wade in arte Parzival, che dovrà trovare tre chiavi nascoste per aprire altrettanti portali e affrontare le prove al loro interno celate. Per superarle ogni gunter dovrà fare appello a tutta la sua conoscenza della cultura pop e a tutta l’abilità nel padroneggiare: i videogiochi di vecchia generazione e conoscere i film e le serie di cartoni animati di cui Hallyday era appassionato insomma un vero esperto di cultura pop anni ’80.

Inutile parlare dell’enorme quantità di citazioni presenti nel romanzo, personalmente era diventata una missione riuscire a coglierle tutte. Se alcune cose possono sembrare esagerate, come l’auto del protagonista (una Delorean in puro stile Ritorno al futuro con tanto di logo dei Ghostbusters, l’oscillation overthruster di Buckaroo Banzai e il led di Kit Supercar)  basterà sapere che il buon Ernest ne ha una identica nel proprio garage (link auto). Ora, se come me una volta finito il libro avete pensato: “Porca troia dovrebbero farci un film”, sappiate che la Warner Bros ha già comprato i diritti e sarà il tanto amato da noi nerd Steven Spielberg a portare su pellicola questa perla, (eccovi il trailer) anche se nutro non poco timore nel pensare alla quantità spaventosa di diritti d’autore a cui un film del genere andrebbe contro. Forse sarebbe meglio realizzarlo come lungometraggio animato? Solo il tempo  potrà dirlo.

E che dire a quei babbani che non masticano il nerdese? Che”ready player one” è un libro egoisticamente fatto da un nerd per i nerd… tutto il resto è noia.

 

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