rotonda

Diciamo la verità: in Italia abbiamo delle serie difficoltà a rispettare i segnali stradali. Ci sbattiamo a studiare i quiz di scuola guida come conigli in calore ma lo facciamo con lo spirito godereccio che caratterizza un qualsiasi concorrente di OK IL PREZZO È GIUSTO o, al massimo, SARABANDA. LA INDOVINO CON UNA!!! Vorremmo urlare dopo aver letto una di quelle domande che sembrano uscite da un verbale dei Carabinieri: SE LA LANTERNA SEMAFORICA SEGNALA ROSSO COSA INDICA? Un momento. Che cosa minchia è la lanterna semaforica? L’abbiamo sempre chiamato semaforo. Lo chiameremo semaforo per il resto dei nostri giorni, sia che rimarremo pedoni, bocciati da questo
ingegnere della motorizzazione maschilista e con l’alitosi, sia che prenderemo la fottuta patente e finiremo in coda la domenica nel parcheggio dell’IKEA.

Ma il grande cruccio dell’italiano medio di fronte ai misteri del codice della strada è uno e uno soltanto: LE ROTONDE. Non siamo abituati alle rotonde. Ci impauriscono anche un po’. Arriviamo lì e anche se vediamo chiaramente la segnaletica orizzontale che indica di dover dare precedenza, anche se abbiamo di fronte un palo con il triangolo noi non lo capiamo che dobbiamo dare la precedenza a sinistra. Per noi, abituati ai concerti di Vasco, il triangolo significa una cosa sola: LA FIGA. Oppure al massimo possiamo citare Renato Zero: IL TRIANGOLO NO, NON L’AVEVO CONSIDERATO. Ecco. Forse dovremmo iniziare a considerarlo. Perché poi trovi anche alcune tipologie di automobilista italiano medio che avvalorano la mia umile ipotesi, ovvero che noi non capiamo un cazzo di rotonde.

a) il tizio che si ferma in mezzo alla rotonda perché vuole farti passare: non si sa se per qualche strana forma di cortesia feudale, se gli incuti timore. Lui blocca un’intera rotonda per farti la gentilezza. E se non passi e gli fai notare che la precedenza ce l’ha lui si incazza pure.

b) Colui che non conosce l’esistenza del freno: si butta nella rotonda come se dovesse fare strike. O la va o la spacca. Molto spesso la spacca, come si può evincere dalle numerose ammaccature e dal fatto che il parabrezza è crepato. In un punto sembra addirittura che gli abbiano sparato. Cosa peraltro probabile.

c) Il ciclista sportivo: qualunque sia la stagione, l’ora del giorno, la temperatura e le condizioni di visibilità, arriva immancabilmente un tizio vestito di colori improbabili, a cavallo di una bici da ciclista professionista, con caschetto aerodinamico e scarpette inchiodate ai pedali. Supera tutti da destra e si lancia nella rotonda slalomando tra le auto da cui iniziano ad uscire insulti della peggior specie.

d) Il vigile spaesato: mandato dal comune per venire incontro alle facoltà cognitive ridotte degli automobilisti italiani medi, è in realtà anche lui parte del sistema malato e sbraccia a caso in mezzo alla rotonda indossando una mascherina antigas e moltiplicando le condizioni critiche di una situazione peraltro già di merda.

e) Il tizio che ho incontrato io l’altro giorno: si butta dalla rotonda nella strada in cui io aspettavo il mio turno, evidentemente in contromano, facendomi una rasetta millimetrica. Gli indirizzo il mio infallibile sguardo “Ma che cazzo fai?” e lui risponde con la tipica occhiata “Vabbè dai, mica ti ho avvelenato il gatto…”.

This is Italy, cari miei.

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