Ah,la tecnologia è una cosa meravigliosa.

Lo dico davvero, lo è anche per me che ne ignoro circa l’85% . Io sono credo l’unica persona al mondo a scrivere su un blog a non avere il computer a casa.

Non ce la posso fare, passo 9 ore al giorno inchiodata davanti ad uno schermo a fottermi diottrie come non ci fosse un domani, mi rifiuto di far entrare quel diabolico macchinario nella mia tana.

Certo è che, old style o meno, una un po’ di tecnologia la deve accettare, vuoi o non vuoi. E di cose belle ne hanno tirate fuori un sacco, davvero.

Tipo Waze (volete il link?! Taaaaac! https://www.waze.com/it/).

waze

Una figata pazzesca! In pratica è un semplice navigatore che puoi scaricare sul tuo smartphone (eeeeeh??? che poi non si dica che non conosco i termini eh! ) ma, di fatto , lui raccoglie tutte le segnalazioni sul traffico fatte da utenti o servizi pubblici e ti fa evitare code e incidenti, salvandomi la vita praticamente tutte le mattine.

L’ unico problema è che ti sembra un po’ di fare una partita al gioco dell’Oca. Essendo la pedina, peraltro.

Si,perchè la peculiarità di questa applicazione è che ti fa fare delle stradine che non conosce nemmeno chi vive lì, secondo me. Al terzo pioppio gira a destra, supera la tana del tasso, occhio alla Signora che raccoglie i girasoli nel suo giardino, gira intorno alle altalene e voilà : coda saltata.

Da un sacco di soddisfazioni, davvero…ti viene da guardare quelli ancora fermi dove eri tu prima e sogghignare copiosamente, facendoti un sacco di nuovi amici, tra l’altro.

Poi lei (lei la signorina che vive dentro il navigatore) è gentile davvero! Tu la accendi e lei ti dice buongiorno o buonasera e poi è di compagnia… prendiamo la strada statale 25 per Saluzzo , guida con prudenza, più avanti c’è un velox fai attenzione…una volta ho provato a chiederle se avesse idee per la cena di quella sera ma mi ha risposto “segnale gps interrotto”.

Si vede che se l’è presa.

siri

Chi invece ama tantissimo che le vengano fatte domande personali è Siri, sistema operativo – spero non si offenda se la chiamo così – dell’i-phone. Una roba pazzesca. Non solo ti sa rispondere se le chiedi quanto era alto Garibaldi, come si cucinano i cavoletti di Bruxelles e qual’è il prefisso telefonico del Burkina faso ma si lancia anche in risposte personalizzate. Tipo che le puoi dire che sei triste e lei ti risponde “ ti offrirei la spalla, se ce l’avessi” oppure dirle che la adori e lei risponderebbe “Oh, scommetto che lo dici a tutti i prodotti Apple”, roba che non sai se ridere o fare la gobba come i gatti per mezz’ora, per dire. Ho un’amica che quando è in crisi, non chiama più me : discute con Siri. 30 anni di amicizia scalzati da un cellulare, sono soddisfazioni. Senza parlare che ormai i rapporti di amicizia si riducono, soprattutto a causa della vita assurdamente frenetica nella quale ci tocca vivere, a messaggi su whatsapp.

whatsapp

Whatsapp. Chi l’ha inventato è un genio, oppure un misantropo. Questa iconcina verde ha totalmente cambiato il modo di relazionarsi nel mondo; ma come facevamo prima? Come potevamo vivere senza avere 2000 emoticons a disposizione per poter sottolineare il senso del messaggio? A me è successo di restare senza per un paio di settimane a causa di un guasto del mio cellulare e mi sono comprata un pallone, gli ho disegnato una faccia e l’ho chiamato Wilson, una sensazione orribile. Perchè, si, puoi mandare i messaggini ma non è la stessa cosa, quando sei abituato ad avere un disegnino con la scimmietta, uno con l’arancio, la sposina, un’utilissima pagoda e la chiave del 9, come puoi rendere giustizia alla tua felicità così “ : ) “ ?????

 

smile

 

E quindi ormai, il nostro modo di comunicare si è completamente modificato…ormai non si chiamano più le persone : si whatsappano. E lì poi si riconoscono anche le varie personalità : chi ti scrive messaggi snervanti dove per chiederti come stai ti fa suonare il cellulare 89 volte perchè ti scrive

Ohi

Ciao

Tutto bene?

Come va?

Che quando i messaggi erano a pagamento e avevi un massimo di lettere a disposizioni facevi i salti mortali per dire tutto in 150 caratteri. Oppure quelli che ti scrivono dei messaggi tipo codice fiscale ohi ciao tt bn cm va che io per capirli ci metto lo stesso impegno di quando faccio il cruciverba di Bartezzaghi sulla Settimana Enigmistica o, ancora, chi si sbizzarrisce in messaggi vocali che tanto che ci frega a noi che facciamo prima. Oh si,si, senz’altro…peccato che non sempre chi li riceve si trovi in condizioni di poterli ascoltare o, per lo meno, non sai mai cosa aspettarti dall’altra parte, soprattutto se il messaggio arriva così, senza presentazione o contesto. La mia migliore amica mi ha confidato che non ascolta più i miei messaggi in pubblico dopo averne aperto uno in posta nel quale mi sono lanciata in una serie di insulti a chissà chi chissà perchè e lei presa dal panico non è riuscita a chiuderlo prima di 4 madonne e 10 porco. Son brutti momenti.

Diciamo che i messaggi vocali sono comodi perchè li puoi mandare anche mentre giri il sugo o spazzoli il gatto o ti metti lo smalto, solo che uno rischia di farsi prendere la mano e più che messaggi vocali manda delle confessioni di vita, morte e miracoli…diciamolo una volta per tutte : i messaggi vocali vanno bene da un minuto/1 minuto e mezzo, di più no. Per pietà. Vi scongiuro. Se mi mandi un messaggio vocale di 7 minuti e mezzo, non fai prima a telefonarmi? Che magari ho anche modo di ribattere o intervenire? Poi uno magari nel frattempo che ti registra il messaggio, fa anche altre cose e va a finire che senti il rumore della carta delle caramelle, lo sciacquone del bagno, il phon oppure – nel caso di mia mamma – lei che si interrompe 20 volte per salutare tutti i cani che incontra per strada.

Ma poi, non vi fa male il dito a tener schiacciato il microfonino, dopo un po’? a me vengono crampi assurdi, senza contare che quando li riascolto ( sempre,praticamente…è una forma di feticismo che è molto diffusa ) ho una voce talmente fastidiosa che ringrazio di avere anche degli amici a cui mandarli, dei messaggi.

Non lo so, sicuramente la tecnologia ci ha migliorato la vita sotto tanti punti di vista ma ci ha resi anche molto più idioti,credo.

Avete presente quei momenti in cui stai parlando con un amico e dici “ ma si dai…quell’attore…come si chiama…quello che ha fatto quel film con quell’altro…si dai…c’era una macchina e una pistola”? Ecco. Una volta ti lanciavi in scenette che Tabù levati proprio per cercare di far capire chi volessi dire o per farti venire in mente quel nome lì che proprio non ti veniva in mente ( e di solito partiva una specie di epidemia e tutte le persone presenti brancolavano nel buio insieme a te) mentre adesso un secondo e vai su Google dal tuo cellulare e scrivi coso che ha fatto quel film lì e lui capisce! Inspiegabilmente capisce! A volte scrivo delle cose sul motore di ricerca di Google che non le capisco manco io che so cosa sto cercando e lui invece in 0,007 secondi ti risolve il dilemma. E noi perdiamo una buona occasione per allenare il cervello che invece, in questo momento storico sopratutto, ne avrebbe bisogno.

Quindi ben venga la tecnologia, per carità, ma magari alterniamola al buon senso. Esercizi per tutti:

  • Prossima volta che vai a prendere qualcuno a casa, scendi e suonagli il citofono. Non vale mandare messaggi su whatsapp o fare squilli che non mi sembra il caso di scomodare i satelliti per avvisare tuo cugino Piero che stai sotto;
  • Se si va da qualche parte dove, si sa già, che dovremmo aspettare andiamo a ravanare in casa: secondo me sotto chiavette USB, caricabatterie e schede di memoria, un libro lo troviamo;
  • Vi prego, per fare la spesa metteti le scarpe e andate nei negozi di persona personalmente. Mai mai mai fare la spesa in internet, è un abominio. Lo so che la gente è strana, ma qualcuno si salva ancora, diciamo buongiorno e buonasera e ringraziamo la ragazza del reparto fresco che ci ha tagliato la bresaola sottile. Se andiamo avanti così non sapremmo più parlare a voce ma solo scrivere, così come abbiamo disimparato a scrivere a mano ma siamo velocissimi con una tastiera;
  • Se viaggiamo in treno o in pullman, alziamo gli occhi da quel maledetto aggeggio e guardiamo fuori dal finestrino, magari con un po’ di musica nelle orecchie che quelli sono i viaggi migliori e magari ci liberiamo la mente, anzichè aggiungere dati;
  • Se, come già detto, non ci viene in mente il nome di quella che ha fatto Sex and the city o del nostro pediatra di quando eravamo piccoli, concediamoci di stare nell’incertezza e nella curiosità per un po’ che poi sai che soddisfazione quando finalmente te lo ricordi?

Inizierò io per prima, promesso…

 

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