Per la rubrica Ritratto di un viaggiatore oggi ospitiamo la storia di Marika Ciaccia, Outdoor Adventurist & Mountain girl, come si definisce lei sul suo profilo Instagram, con la passione per il trekking e l’escursionismo.

Viaggiare può cambiarti la vita e noi vogliamo raccontarvi le esperienze di chi ha fatto del viaggio una scelta di lavoro o di vita.

Sono una giovane viaggiatrice solitaria, appassionata delle lingue straniere, maestra di sci, amante dei bambini e con una voglia matta di aiutare gli altri.
Viaggio per essere quello che non sono mai stata, per fare quello che non ho mai fatto, per pensare quello che non ho mai pensato! 

Ciao a tutti lettori di travel-food.it, io mi chiamo Marika, sto per compiere 27 anni e sono l’autrice del blog www.mylifeintrek.it.
Abito nella verdissima provincia di Varese, punto strategico che mi permette di arrivare con facilità a montagne, laghi e scorci panoramici che non hanno nulla da invidiare a posti ben più lontani.
Dopo un grave problema fisico che mi ha impedito l’uso di una gamba per un bel po’ di tempo, ho letteralmente imparato di nuovo a camminare e come palestra ho scelto queste meraviglie alpine, imparando a guardare il mondo circostante con occhi diversi.
Da lì non mi sono più fermata e adesso racconto dei miei cammini con zaino in spalla, delle mie esplorazioni e cerco di dare tanti consigli pratici a chi vuole ripetere le esperienze.

Sempre a piedi

Viaggiare per me significa tornare alle emozioni di quando ero bambina e vedevo tutto come una magnifica novità, sarò banale forse ma viaggiare mi da molta euforia e curiosità e torno sempre con un bagaglio di esperienze maggiore di quando sono partita.
Imparo a cavarmela in situazioni che nel quotidiano non trovo e questa capacità adattiva mi fa sentire più sicura e serena nelle scelte da affrontare ogni giorno. Visto che dopo aver dormito in condizioni estreme, sola e lontano da casa, risultano ben più semplici da affrontare.

L’ispirazione per le mie avventure a piedi viene quasi sempre da una foto, un racconto, un’idea.
E’ sempre un panorama incontaminato ad attirarmi e la possibilità di essere una delle poche persone ad averlo raggiunto con le mie forze.
Cerco di nutrire la fantasia con i libri e poi, quando ormai la meta diventa un chiodo fisso, succede che faccio lo zaino e parto.

In passato mi innervosiva molto partire, in realtà avevo paura dell’ignoto.
Dopo aver fatto da sola il Cammino di Santiago devo dire che ho acquisito molta più sicurezza in me stessa e adesso quella paura si è trasformata in certezza che qualsiasi cosa capiterà io saprò affrontarla, di conseguenza sorrido.
Se proprio mi ritrovo ad essere agitata mi affido ad un vecchio rimedio sempre funzionante: rescue remedy fiori di Bach, e via…

Tutte le informazioni di cui necessito per mettermi in viaggio le prendo dal web.
Cerco racconti di blogger di cui mi fido e so di per certo che scrivono in modo sincero, magari non guardo sempre i primi risultati di Google ma mi spingo un po’ più in là dove chi scrive un racconto è più concentrato a esprimere le emozioni che a scalare le posizioni di google.
Dopo questa breve ricerca leggo dei romanzi o dei diari di viaggio sulla destinazione e ho già un quadro completo di quello che troverò.
Ultimo sguardo al sito della Farnesina e si parte.
Non ho molte guide, se il viaggio è organizzato in poco tempo le noleggio in biblioteca ma non voglio farmi influenzare troppo, solo avere qualche dritta per non perdermi il meglio e soprattutto per non farmi fregare, il resto lo affronto giorno dopo giorno.

Restistere alla tentazione di vedere tutto non è facile, ho assolutamente  un atteggiamento bulimico, non riesco a controllarlo. Se ho a disposizione 20 ore per vedere una città io in 20 ore faccio di tutto per vedere ogni cosa, anche se la sera arriverò stremata e senza energie.
Non lo faccio in modo stressante, è l’entusiasmo a spingermi e sono felice di cercare di non farmi mancare nulla.
Il mondo è pieno di meraviglie e non so se tornerò in un posto che ho già visitato, quindi voglio sfruttare il tempo al massimo.

Viaggiando si scoprono aspetti di sé che altrimenti non si avrebbe occasione di vedere.
Quando ti adatti a dormire a terra, torni a casa e apprezzi molto di più il materasso che prima ritenevi scomodo.
Ho notato che in Italia tendiamo a lamentarci molto dei nostri servizi o di altre gestioni, ma viaggiando capisci che Casa non è poi così male, come ci viene dipinta.
Sono tante le cose che si apprezzano viaggiando, non so se questo può realmente portare ad un cambiamento interiore ma è certo che la visione cambia e con essa il nostro modo di rapportarci alla vita.

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