Ibiza, la versione family friendly di un’isola nota per altre caratteristiche 

Se pensate che Ibiza sia semplicemente discoteche, pasticche, risse e inglesi cafoni siete fuori strada. Non tanto per gli inglesi cafoni. Quelli ci sono. Ma Ibiza è anche, e soprattutto, mare fantastico, spiagge per famiglie e ristoranti non troppo cari.
Sono andato con moglie e figlia sull’isola e, lo ammetto, mi sono fidato di internet prenotando tutto, ma proprio tutto, on line. Non so se mi è andata di culo o effettivamente on line funziona sempre, ma è stato tutto figo.

Spostarsi

Per quanto esistano parecchie linee di pullman, trenini turistici, taxi e barche che vi portano in vari luoghi dell’isola (i più importanti), se affittate un auto andate sul sicuro. Il consiglio è fare tutto on line: una volta arrivati all’aeroporto una navetta vi porterà direttamente a ritirarla. Noi forse siamo stati fortunati perché avevamo ordinato il modello più base che c’era (in realtà una 500) ma siccome non era disponibile al nostro arrivo, ci hanno upgradato alla 500 L e, abituato alla mia Panda modello barbone, mi sentivo un gangster con il suo monster truck sulle strade di Miami.
Le strade di Ibiza sono relativamente scorrevoli e si trovano molti parcheggi gratuiti anche vicino alle spiagge senza nemmeno parcheggiatori abusivi con tute fuori moda che vi chiedono una moneta.

Dormire

Se volete fare una di quelle cose super all inclusive in cui vengono a farvi pure il bidet lasciate stare: molto spesso il bidet nemmeno c’è (perché vista l’alta affluenza di turisti inglesi non serve) e, in ogni caso, vi costerebbe una fortuna. Ma se trovate un alloggio tramite Booking o siti simili, al limite anche all’interno di un residence, i prezzi non sono carissimi e ovviamente variano in base al periodo in cui andate. Il consiglio è di trovare un posto con un angolo cottura in modo da potervi preparare colazione ed eventualmente un altro pasto.

Mangiare

Se avete scelto di cucinare, a meno che non vi siate portati quattro chili di pasta e il sugo della nonna, dovrete andare a comprare in un supermercato. Da evitare solitamente tutti i mini market vicini alle spiagge. Sono gestiti da degli strozzini che vi fanno firmare un finanziamento per due lattine di tonno.
L’unica cosa che vendono a prezzo relativamente basso sono i legumi per cui se volete passare giorni da petomani a livello professionale potete fare scorta di barattoli di lenticchie di dimensioni abnormi.
Però sappiate che anche ad Ibiza potete contare su un amico. E quell’amico si chiama LIDL. Ebbene sì. La nota catena di discount ha piantato la sua bandierina anche alle Baleari con ben due sedi. Una nei dintorni di Ibiza città e una a San Antonio (la seconda cittadina più importante dell’isola in quanto a movida e negozi carini). Il LIDL ha più o meno gli stessi prezzi che trovate in suolo italico anche se troverete una buona selezione di prodotti che normalmente in patria non trovate (tipo la tortilla spagnola da scaldare nel forno che però non ho avuto il coraggio di acquistare). C’è anche un reparto dove troverete la pasta ma funziona più o meno come il binario che porta Harry Potter a Hogwarts: se non ci credete abbastanza non lo troverete mai.

Per quanto riguarda i ristoranti vale la stessa regola: se il luogo in cui sorgono è nei pressi di una spiaggia molto frequentata entrate solo se siete possessori di una carta visa platinum. Ovviamente ci sono delle eccezioni tipo il Bar Restaurante Rincon de Tarida. Non è direttamente sulla spiaggia (Cala Tarida, una delle spiagge più belle dell’isola) ma è veramente vicino ed è uno dei pochi posti in cui una paella di pesce veramente buona fatta sul momento la pagate circa 12 euro a testa (vale la regola che non la fanno per meno di due persone). Altri ristoranti più turistici sono consigliabili soprattutto per i piatti combinati che sembrano cari (dai 10 euro in su) ma di solito sono completi di tutto e abbondanti. Anche i panini (bocadillos) che costano intorno ai 6 euro, sono in realtà delle baguette come quelle che vi farebbe una mamma del sud Italia se andate in gita anche solo ai giardini dietro casa.
Diciamo che in media, facendo attenzione ai menù esposti ed evitando i ristoranti più disonesti, con una decina di euro a testa si può mangiare.
Sul fronte del bere è tutto molto più economico ed abbondante, soprattutto la birra (Estrella e San Miguel a fiumi) ma anche i cicchettini (una sera abbiamo chiesto una crema di whiskey e per 3 euro ci hanno dato una razione doppia di quella che ti danno normalmente in Italia).

Spiagge

Una delle cose più belle di Ibiza è il fatto che non esistono le spiagge private. Potete andare ovunque con il vostro asciugamano di Decathlon e piazzarvi dove c’è posto. Ci sono quasi sempre anche sdraio ed ombrelloni gestiti da privati o da enti territoriali ma pagate solo nel momento in cui vi accomodate (i costi non sono altissimi se paragonati all’Italia, siamo intorno ai 6-7 euro a pezzo – sdraio e ombrellone – al giorno).
Le spiagge sono mediamente tutte belle. Meritano tantissimo Portinatx e Cala Tarida. Acqua sempre trasparente con pesci che vi vengono a nuotare intorno, sabbia un po’ fine (un po’ troppo: la ritroverete ovunque per i mesi successivi).

In spiaggia troverete parecchi venditori di teli mare dalle fantasie un po’ indianeggianti o decisamente trash e di occhiali da sole contraffatti. I venditori di cocco e frutta sono a livelli decisamente superiori rispetto ai nostri. Uno di questi si aggirava per la spiaggia con noci di cocco intere che rompeva a martellate e tagliava poi con un piccolo machete. Certo, vedere un tizio piuttosto robusto armato di martello e machete che si aggira intorno agli asciugamani non è rassicurante, ma una volta che avrà aperto il cocco e vi farà bere il suo contenuto per poi tagliarvi il frutto in tanti pezzetti diventerà il vostro mito. Altri “fruttivendoli da spiaggia” ti vendevano invece un enorme bicchiere di macedonia a pezzettoni grandi. Infine una categoria particolare erano le venditrici di vestiti femminili che arrivavano sulle spiagge, appoggiavano i loro borsoni pieni di indumenti e improvvisavano delle sfilate di moda lì sulla sabbia mostrando i loro articoli direttamente sui loro corpi: funzionavano tantissimo con le tardone straniere.

Cultura e altro

Ma se volete fare anche un po’ i colti o anche solo simularlo, potete. Ibiza città vi permette di andare in giro per le sue vie e, fingendo di ammirare l’architettura, potete finire in negozi di ogni tipo e fare shopping, spesso anche con prezzi vantaggiosi. Potete anche arrivare alla città vecchia e iniziare a salire fino sulle mura per arrivare a vedere la città dall’alto.
Idem per San Antonio, altra città abbastanza grande e bella da vedere ma soprattutto piena di ristoranti convenienti e negozi.

Se poi volete proprio fare le cinture nere della cultura a livelli di “History Channel” potete andare a Sa Caleta dove un sentiero leggermente in salita vi porterà presso i resti di un villaggio fenicio. Che sia realmente un villaggio fenicio o quattro pietre buttate lì da un pescatore alcolista non lo saprete mai ma ovviamente racconterete a tutti che avete visto i resti di due edifici fenici. Che fa anche rima (sempre a Sa Caleta c’è anche l’omonimo ristorante – caro- e un piccolo spazio dove fanno massaggi e predicono il futuro. Giuro.)
Un’altra caratteristica di Ibiza è che un tempo era una specie di meta hippie. Diciamo che i tamarri che hanno continuato la tradizione della vacanza a Ibiza hanno mantenuto degli hippie solamente l’uso di droghe. Gli hippie suonavano e organizzavano mercatini. E se il mercoledì mattina vi recate a Es Canar troverete un mercatino pieno di bancarelle, bar, gente che suona e parecchi personaggi che si fumano delle canne micidiali. In realtà è aperto fino alle 19 e avete tutto il tempo di girarlo e capire cosa è effettivamente una emanazione della cultura hippie e cosa invece è una chiara distorsione commerciale. Ad esempio la tipa che vi chiede 20 euro per una foto con le parrucche, i medaglioni della pace, delle camicie discutibili e degli spinelli giganti la metterei nella seconda categoria.

In definitiva direi che Ibiza merita. A settembre forse persino di più, essendoci decisamente meno gente. Se siete in cerca di posti tranquilli orientatevi a nord, dove potete trovare dei luoghi frequentati da famiglie o da vecchietti tipo quelli che incontrereste a Lourdes però meno bigotti (molte donne anziane si spiaggiano con le zinne al sole e chi s’è visto s’è visto). Se invece volete movida, casino, inglesi molesti e italiani indisciplinati andate tranquillamente a San Antonio o a Ibiza città. O a Rimini.

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