zhajiangmian

I Zha Jiang Mian di Zhu Ge

Prendi la meravigliosa città di Lucca in una mattina di novembre, aggiungi una troupe cinematografica cinese, con tanto di star del cinema cinese, e metti tutto in una villa del settecento.

Ah già, e poi ci vuole il cuoco.

Il cuoco in questione di cognome fa Zhu, che si pronuncia giu, ma tutti lo chiamano Zhu ge, che significa “fratello Zhu”. No, non è un frate, è solo che i cinesi si rivolgono così ad una persona più grande e verso la quale provano profondo rispetto. Zhu ge è il responsabile della troupe cinese. È uno abituato a dare ordini, ed a farsi obbedire. Oggi però c’è una missione molto importante da compiere, un compito che questa volta non può delegare a nessuno: cucinare il pranzo per le star e per il CEO della casa di produzione. Un compito per Zhu ge.

la testa luccicante di zhu ge

Il cavallo di battaglia è il classico della cucina  pechinese: gli zhajiangmian, praticamente degli  spaghetti al ragù in versione pechinese.

Quando il gioco si fa duro i duri cominciano a  giocare, e allora Zhu ge comincia ad armarsi di pentole, mestoli ed ingredienti. Il “set” per questa performance culinaria è la cucina di una Villa di Nobili, gentilmente concessa dal signor Stefano, uno degli autisti della troupe italiana che affianca quella cinese, discendente di questa casata nobiliare. La villa ha tutto quello che deve avere per essere in tutto e per tutto una villa nobiliare. In questo ambiente così sfarzoso, una cucina dall’aspetto rustico, che ricorda di antichi saperi e tradizione: una cucina che sicuramente non ha mai visto una pietanza cinese in vita sua!

Zhajiangmian e la sua storia.

Zhajiangmian significa letteralmente “spaghetti al sugo fritto”, è una ricetta che affonda le sue radici in 2000 anni di storia. Sull’origine si sa poco, ma si sa come divennero “pechinesi”: pare infatti che quando i battaglioni della dinastia Qing conquistarono le regioni interne della Cina entrarono nella città di Xi’an, passando davanti ad una bettola di zhajiangmian. L’imperatore, l’imperatrice e la scorta imperiale si fermarono per rifocillarsi e rimasero conquistati dal sapore di questo piatto, tanto che l’imperatrice ordinò di far portare il cuoco alla corte di Pechino. Da quel giorno, gli zhajiangmian diventarono uno dei più celebri piatti pechinesi.

Cenni di ricetta

Il ragù in “salsa” cinese necessita di diverse verdure, di un po’ di carne, del tofu, e molta salsa piccante! Con tutti gli ingredienti pronti ai loro posti il “ciak” non è quello del regista ma il suono del coltello che affetta cetrioli, zenzero e cipollotto sul tagliere, e allora “azione!”.

In circa due ore gli ingredienti si sono uniti armoniosamente nella padella, esalando un profumo fantastico che non ha potuto lasciare indifferenti gli inquilini dal sangue blu della villa. Il nostro Stefano, dismessi momentaneamente i panni dell’autista ha riconquistato tutto il suo aplomb da nobile, si avvicina cauto alla pietanza. Zhu Ge li fa cenno di assaggiare, Stefano allora afferra dei crostini, li affonda nel ragù e li porta alla bocca e, mmm! “Anche io voglio mangiare questa roba, mica il catering di cucina italiana della nostra troupe!” il commento a caldo in spiccato accento lucchese al quale non è necessario aggiungere altro.

Gli attori, il regista e il CEO hanno lasciato il set e fanno il loro ingresso nella villa. Ad attenderli, nella sala affrescata, una tavolata dove troneggia una grande ciotola di zhajiangmian fumanti, splendidamente affiancati da due bottiglie di Brunello di Montalcino dei Barbi offerte dal padrone di casa. Le porte della sala si chiudono.

Stooop! Buono! Zhu ge, missione compiuta!

Vi consiglio infine di guardare il video qui sotto. Gli Zha Jiang Mian passo dopo passo.

Fabio Nalin

 

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